Attività di monitoraggio
Raccolta e analisi dei dati relativi alle prove sperimentali in corso nel nostro campus.
Monitoraggio della vegetazione
Nell’ambito del progetto sono state realizzate diverse azioni finalizzate all’incremento delle risorse floreali disponibili per gli insetti impollinatori. Tra queste rientrano le scacchiere sperimentali e i Punti Polline 24h (Sun and Moon Meadows), aree seminate con specie erbacee selezionate per favorire la biodiversità vegetale e fornire fonti di nettare e polline durante gran parte dell’anno.
Le scacchiere sperimentali sono costituite da parcelle di 3 × 3 metri organizzate secondo un disegno sperimentale che consente di confrontare l’efficacia di differenti condizioni ambientali nel favorire la crescita di specie vegetali autoctone e l’attrazione degli insetti impollinatori. Lo stesso miscuglio di semi è stato seminato su tre differenti trattamenti: suolo nudo, suolo disturbato e prato stabile, mentre alcune parcelle di controllo sono state mantenute non seminate. L’obiettivo dell’esperimento è individuare le condizioni più favorevoli allo sviluppo della vegetazione e all’insediamento delle comunità di impollinatori.
Accanto alle scacchiere sono stati realizzati dei Punti Polline 24h (Sun and Moon Meadows), aree fiorite permanenti concepite per offrire risorse alimentari continue agli insetti impollinatori diurni e notturni. Questi habitat rappresentano importanti aree dimostrative e sperimentali per valutare il contributo delle infrastrutture verdi alla conservazione della biodiversità in contesti urbani e agricoli.
Le aree sono state seminate con un miscuglio costituito prevalentemente da specie erbacee autoctone perenni e annuali, selezionate per garantire una fioritura diversificata e prolungata nel tempo. Tra le specie presenti figurano, ad esempio, Achillea millefolium, Anthyllis vulneraria, Centaurea jacea, Salvia pratensis, Knautia illyrica, Papaver rhoeas, Centaurea cyanus, Nigella damascena e numerose altre specie tipiche dei prati seminaturali.
Per valutare l’evoluzione delle comunità vegetali nel tempo viene effettuato un monitoraggio floristico e vegetazionale periodico. In ciascuna parcella delle scacchiere viene rilevata la composizione floristica, stimando la copertura percentuale relativa di tutte le specie vegetali osservate all’interno del quadrato di 3 × 3 metri. Questo approccio consente di quantificare il successo di attecchimento delle specie seminate, monitorare l’eventuale colonizzazione da parte di specie spontanee e valutare come i diversi trattamenti influenzino la struttura e la composizione della vegetazione.



Monitoraggio dell'entomofauna
Monitoraggio tramite sensori acustici
Per integrare i monitoraggi tradizionali, il progetto utilizza una rete di sensori acustici in grado di registrare, e in alcuni casi elaborare, i suoni emessi dalla fauna. Questa tecnologia consente di raccogliere dati in maniera non invasiva e di seguire nel tempo l'evoluzione delle comunità animali presenti nelle aree di studio.
AudioMoth – Monitoraggio dei pipistrelli
Per il monitoraggio dei pipistrelli vengono impiegati sensori AudioMoth, registratori acustici autonomi ampiamente utilizzati nella ricerca ecologica per il monitoraggio passivo della fauna. Grazie alla capacità di registrare anche gli ultrasuoni emessi dai pipistrelli durante l'ecolocalizzazione, questi dispositivi permettono di documentare la presenza delle diverse specie senza disturbarne il comportamento. Nel progetto sono stati installati otto sensori: quattro nell'area di Pagnacco, in prossimità delle bat box realizzate nell'ambito del progetto, e quattro nell'area di Ponterosso, dove è presente un'ulteriore bat box. Le registrazioni vengono successivamente analizzate per identificare le specie presenti e descrivere la composizione delle comunità di chirotteri nelle aree di monitoraggio.
BirdWeather – Monitoraggio degli uccelli
Per il monitoraggio dell'avifauna vengono utilizzati quattro sensori BirdWeather, due installati presso il campus dei Rizzi dell'Università di Udine e due nell'area di Ponterosso. Alimentati tramite pannello solare e connessi alla rete Wi-Fi, questi dispositivi registrano continuamente i canti e i richiami degli uccelli. Le registrazioni vengono analizzate automaticamente dall'algoritmo BirdNET, che attribuisce a ciascun suono una probabilità di appartenenza a una determinata specie. I risultati vengono caricati in tempo reale sulla piattaforma web, consentendo di seguire l'andamento delle rilevazioni e la presenza delle diverse specie nel corso della stagione di monitoraggio.
Polly (AgriSound) – Monitoraggio degli insetti impollinatori
L'attività degli insetti impollinatori viene monitorata mediante otto sensori Polly sviluppati da AgriSound, quattro installati presso il campus dei Rizzi e quattro nell'area industriale di Ponterosso. In ciascun sito, due sensori sono collocati all'interno delle scacchiere sperimentali, mentre gli altri due sono posizionati in aree di controllo, così da confrontare l'effetto delle misure previste dal progetto. I sensori rilevano l'attività di volo degli insetti impollinatori entro circa un metro di distanza e trasmettono automaticamente i dati a una piattaforma online, che restituisce informazioni sull'abbondanza degli insetti e su parametri ambientali come temperatura e umidità, producendo grafici e statistiche consultabili in tempo reale. Questi dati permettono di seguire nel tempo la dinamica degli impollinatori e di valutare l'efficacia delle azioni di miglioramento della biodiversità previste dal progetto.
Telerilevamento
Nell'ambito del progetto vengono effettuati monitoraggi mediante l'uso di camere multispettrali installate su drone. Le acquisizioni vengono eseguite a un'altezza di volo di circa 15 m, garantendo una risoluzione spaziale al suolo di circa 0,5 cm/pixel. Vengono acquisite informazioni nelle bande del visibile, del red edge e del vicino infrarosso (NIR), consentendo la realizzazione di immagini multispettrali ad altissima risoluzione. I voli vengono effettuati con cadenza mensile su tutte le scacchiere sperimentali, in concomitanza con i monitoraggi entomologici, così da garantire la piena confrontabilità dei dati raccolti a terra e da remoto.
Dai dati raccolti vengono estratti i principali indici di vegetazione, come l'NDVI e altri indicatori dello stato della copertura vegetale, con l'obiettivo di mettere in relazione le caratteristiche della vegetazione osservate dal drone con i dati raccolti sul campo riguardanti la flora e le comunità di insetti. Questo approccio permette di sviluppare modelli di upscaling, utilizzando le informazioni ad altissima risoluzione acquisite dal drone per estendere le relazioni osservate a scala di campo verso analisi spaziali più ampie.
Strutture per la fauna: cassette nido, bat-box e bugs hotel
Nell’ambito delle azioni di incremento della biodiversità previste dal progetto sono state installate diverse strutture destinate a favorire la presenza e la riproduzione della fauna selvatica in contesti urbani e periurbani. Gli interventi sono stati realizzati nelle aree verdi del campus dei Rizzi dell’Università degli Studi di Udine, presso l’Azienda Agraria Universitaria Antonio Servadei e nell’area industriale di Ponterosso, a San Vito al Tagliamento, altro sito sperimentale del progetto.
Tra le strutture installate figurano diverse tipologie di cassette nido progettate per rispondere alle esigenze ecologiche di differenti specie di uccelli. In particolare, sono stati collocati nidi artificiali per balestrucci, cassette per passeriformi di diversa taglia e strutture specifiche destinate a specie di maggiore dimensione, come il gheppio e la civetta. Questi interventi hanno l’obiettivo di aumentare la disponibilità di siti idonei alla nidificazione, contribuendo al sostegno delle popolazioni locali di avifauna.
Accanto alle cassette nido per gli uccelli, sono stati installati anche rifugi artificiali progettati per favorire la presenza dei pipistrelli. Questi mammiferi svolgono un importante ruolo ecologico nel controllo naturale degli insetti e rappresentano indicatori sensibili della qualità ambientale degli ecosistemi.
Presso il Punto Polline 24h del campus dei Rizzi è stato inoltre installato un bugs hotel, una struttura pensata per offrire rifugio e siti di nidificazione a numerosi gruppi di insetti, tra cui api selvatiche, imenotteri e altri artropodi utili.
Tutte le strutture installate sono oggetto di un programma di monitoraggio volto a valutarne l’utilizzo da parte delle specie target e la loro efficacia nel favorire la biodiversità. Le informazioni raccolte consentiranno di comprendere meglio il contributo di questi interventi alla conservazione della fauna e di individuare le soluzioni più efficaci per la gestione e la valorizzazione degli spazi verdi.






